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venerdì 19 febbraio 2021

"Da Yie", un film ghanese racconta come mantenere l'innocenza durante l'infanzia


 




Un cortometraggio d'artista firmato dal regista ghanese Anthony Nti, indaga e racconta la storia di due amici durante l'infanzia.
E' una storia che inquadratura dopo inquadratura accompagna lo spettatore negli ingranaggi di un'infanzia spensierata in un villaggio del Ghana.
Il regista sa catturare tutte le sfumature sgargianti che il paese africano sa offrire e, le miscela, magnificamente nella storia.
Una storia che s'intreccia tra i due amici, Matilda e Prince affascinati dallo straniero Bogha che sa parlare altre lingue e, per questo conquisterà definitivamente i due bambini.

Il film è stato nominato tra la rosa dei candidati agli Oscar 2021 nella categoria Miglior cortometraggio live-action.
Questo interessante lavoro è la testimonianza che il Cinema africano è in continua evoluzione e promette di raccontare sempre di più l'Africa che cambia : lontana anni luce da quei annosi stereotipi in cui l'occidente si ostina a relegarla.

Il regista Anthony Nti vive a Bruxelles, in Belgio e racconta la sua opera agli inviati di @africareport.

"Ho voluto raccontare una storia autobiografica : in Africa, i bambini, a volte, non si rendono conto dei pericoli che corrono. Anche per me è stato così ma poi ho capito. Per questo, ho voluto indagare sul tema dell'innocenza dei bambini che entrano in contatto col pericolo quando, si scontrano col mondo degli adulti".

In Twi, 'Da Yie' significa buonanotte : è il saluto che Matilda e Prince si scambiano ogni volta che tornano a casa : è uno spartiacque tra mondo reale  - quello degli adulti con tutte le storture che comporta - e quello dell'infanzia e dell'innocenza.

E' una storia universale, spiega il regista anche se ha voluto collocarla in un ambito del tutto familiare : quella del Ghana e dell'Africa.
(Fonte:africareport)
Bob Fabiani
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-www.theafricareport.com 

mercoledì 17 febbraio 2021

Nigeria, rapiti centinaia di studenti all'Università


 






Centinaia di studenti sono stati rapiti in Nigeria da uomini armati che hanno attaccata l'università.
I giovani sono stati prelevati insieme ad alcuni insegnanti dagli alloggi dove dormivano, ha riferito una fonte della sicurezza all'agenzia di stampa Afp.

Gli assalitori, che indossavano uniformi dell'esercito, hanno attaccato il College di Scienze statale a Kagara, nello Stato del Niger
Durante l'assalto uno degli studenti è stato ucciso.
(Fonte:afp)
Bob Fabiani
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-www.afp.fr/afrique

martedì 16 febbraio 2021

Guinea, il ritorno dell'incubo Ebola


 





Il governo ha annunciato il 14 febbraio che 7 casi di Ebola, tre dei quali mortali, sono stati registrati nel sudest del paese africano.
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha annunciato una campagna di vaccinazione.
Nella stessa regione era partita la più grave epidemia di Ebola della storia, quella dell'Africa Occidentale che aveva causato 11.300 vittime tra il 2013 e il 2016.
(Fonte:jeuneafrique)
Bob Fabiani
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-www.jeuneafrique.com

RDC, attacchi ribelli.


 




Il 14 febbraio un gruppo ribelle ha attaccato due postazioni militari a Lubumbashi, capoluogo della provincia dell'Alto Katanga, nel Sudest del paese.
Nei combattimenti sono morte almeno 11 persone: 6 ribelli, 4 soldati e un civile.
L'attacco è stato attribuito alla milizia separatista Bakata - Katanga, che si batte per l'indipendenza del Katanga.
(Fonte:jeuneafrique)
Bob Fabiani
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-www.jeuneafrique.com

domenica 14 febbraio 2021

Storia di Antananarivo


 






La città fu fondata dal re Merina Andrianjaka, che nel 1610 si stabilì sulla collina alta 1668 m chiamata Analamanga (foresta blu) e vi fece costruire il suo palazzo. Una volta dislocato l'esercito ai piedi dell'altura, il luogo fu ribattezzato Antananarivo : "la città dei mille". Per fornire sostentamento ai suoi soldati e alle rispettive famiglie, il re fece trasformare le paludi circostanti in risaie. Dopo la sua morte, tuttavia, il piccolo regno perse importanza e il centro dei Merina si spostò.

La zona occupata dall'odierna Antananarivo tornò al centro della politica quando il re Andrianampoinimerina nel 1795 conquistò la collina e decise di trasferire la propria sede da Ambohimanga (a 16 km di distanza) più a sud, ossia ad Antananarivo.
Il re Andrianampoinimerina morì nel 1809 ed ebbe come erede il giovane figlio Radama I. A quel tempo Antananarivo, con i suoi 25.000 abitanti, era già la città più grande del Madagascar.




Con la conquista di ulteriori regioni dell'isola, Radama I si assicurò il potere e Antananarivo lo status di capitale.
Il 30 settembre 1895, nel corso della seconda guerra franco - malgascia, le truppe francesi  occupano la città. Alcuni giorni dopo il Madagascar è ufficialmente dichiarato protettorato della Francia e un anno più tardi l'isola ottiene lo status di colonia. 
I francesi scelgono Tananarive (così pronunciano il nome della città) come capitale della loro colonia. Ben presto vengono prosciugate ampie risaie intorno all'abitato dell'epoca (ampie zone dell'odierno centro storico.




Anche l'attuale Avenue de l'Indépendance (che vedete in foto qui sopra; n.d.t.) a quel tempo si trovava ancora in mezzo a una risaia.
Nei decenni precedenti la Seconda guerra mondiale vengono costruiti numerosi edifici e strade. L'ambasciata viene ampliata e diventa palazzo del governatore (l'odierno palazzo presidenziale). Vengono poi costruiti la stazione (1908-10), il municipio e l'attuale Avenue de l'Indépendance.

Sotto il governatore e generale Gallieni si realizzano ulteriori progetti. Tra il 1924 e il 1934 si ultimano, tra le altre cose, i due tunnel che collegano il quartiere di Analakely con Anosy e il quartiere Ambohojatovo con Antshabe
Sempre in questo periodo viene realizzata la piazza centrale del mercato con gli edifici annessi.


  


Dopo la Seconda guerra mondiale l'urbanistica di Antananarivo si arresta quasi del tutto. Solo dopo l'indipendenza nel 1960 riparte la realizzazione di grossi progetti, come ad esempio la ricostruzione delle sedi del Parlamento e dei ministeri, intorno al lago Anosy nasce gradualmente un vero e proprio quartiere governativo, tuttavia l'entusiasmo dei primi anni dopo la conquista dell'indipendenza si esaurisce ben presto.





Nel corso delle manifestazioni contro il presidente Tsiranana del 1972, il palazzo municipale, risalente  all'epoca coloniale, è vittima degli incendi. Con la salita al potere del militare e dittatore Ratsiraka ricomincia la crisi per tutto il paese e quindi anche per la capitale.
Agli inizi degli anni '90 chiudono molti dei negozi sotto i portici dell'unica via prestigiosa, molte abitazioni sono fatiscenti e le strade un colabrodo.
Nel 1992, con la fine della dittatura, la situazione ricomincia lentamente a migliorare. Si procede al risanamento delle case e alla ricostruzione delle strade. La svolta vera e propria, tuttavia, si ha solo dopo l'elezione a sindaco di Marc Ravalomanana. Da uomo d'affari qual'è, egli riesce a mobilitare le aziende locali e a prendere parte attivamente a piani di sviluppo della capitale e ad altri interventi urbanistici.




Un'azienda automobilistica, ad esempio, decide di risanare il lago Jehorika, nel quartiere omonimo, diventato ormai un deposito di liquami. Il bacino, che minacciava di trasformarsi in una zona psludosa, viene ripulito e oggi è un vero gioiello. Sulle rive di un altro lago del quartiere Ambodivona sorge in quel periodo il Tana Walterfront, un grande complesso comprendente un centro commerciale, soluzioni residenziali e uffici.
(Fonte:tourisme-antananarivo)
Bob Fabiani
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-www.tourisme-antananarivo.com 

venerdì 12 febbraio 2021

Madagascar: Antananarivo, la metropoli adagiata sulle colline


 





Antananarivo è situata al centro della zona degli altipiani e si estende su più colline. E' indubbiamente la metropoli del Madagascar, nonché il suo centro politico, economico e culturale. La più grande città malgascia, con i suoi 2 milioni di abitanti circa, si differenzia tuttavia in modo notevole dalle altre capitali africane. Le anguste viuzze del centro storico, che serpeggiano su e giù sulle alture, e le tante abitazioni dai tradizionali mattoni rossi e dall'immancabile balcone la differenziano decisamente dagli altri centri urbani del continente e ne fanno senza dubbio una delle più belle metropoli d'Africa.

Sovrasta il centro il Rova, l'antico palazzo della regina, situato sulla più alta collina della città (1668 m) come testimonianza architettonica di un'epoca in cui erano re e regine a decidere delle sorti del paese. La città è un vero crogiolo di razze : accanto ad abitanti di origine africana se ne incontrano anche diversi di chiara provenienza asiatica.

Lasciato il centro, il paesaggio si fa subito rurale e tra una collina e l'altra lo sguardo è catturato ancora oggi da estese risaie. Già un centinaio di anni fa, ampie zone dell'odierno centro storico erano utilizzate per la coltivazione del riso. Una volta risanate, si creò spazio, per la costruzione di nuovi palazzi e strade.

Antananarivo (in francese : Tananarive) è affettuosamente soprannominata Tana dai malgasci. La città è situata a 1435 m d'altezza ed è distribuita su numerose colline, pertanto non è facile abbracciarla tutta con lo sguardo.


 


Ciò nonostante,  è possibile percorrerla a piedi per visitarne i luoghi e le attrattive di maggiore interesse. Il centro si può suddividere in due parti principali: la città bassa e la città alta.
Il cuore di Antananarivo è il quartiere Analakely con l'Avenue de l'Indépendance. Questa elegante via costruita dai francesi si diparte dalla stazione in direzione sud. Assieme al quartiere Tsaralalana, che costeggia a sud-ovest, forma la cosiddetta città bassa.



 

La città alta, più spostata a sud-est, si estende dal palazzo presidenziale fin su al Rova, il palazzo della regina, e comprende i quartieri Antananirenina e Ambatonakanga, fino ad Andohalo.
(Fonte:tourisme-antananarivo)
Bob Fabiani
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-www.tourisme-antananarivo.com

giovedì 11 febbraio 2021

Sudafrica, il vaccino AstraZeneca inefficace contro 'variante sudafricana' del Covid-19


 




Il Sudafrica era pronto a cominciare la campagna vaccinale contro il Covid-19, quando uno studio dell'Università del Witwatersrand, a Johannesburg, ha mostrato che il vaccino dell'AstraZeneca, l'unico consegnato finora nel paese africano, offre una protezione scarsa dalla variante 501.V2 del virus.
La cosiddetta variante sudafricana è responsabile, secondo alcune stime, dell'80 per cento dei casi registrati nel paese (dall'inizio della pandemia sono stati 1,5 milioni, di cui 45mila letali).

Il governo ha dovuto rivedere subito la strategia d'immunizzazione e si è rivolto all'azienda statunitense Johnson&Johnson per ottenere 20 milioni di dosi di vaccino. 
I limiti dell'efficacia del vaccino SstraZeneca preoccupano tutto il continente, fa notare John Nkengasong, direttore dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, perché la strategia continentale si basa proprio su quel farmaco, che non è troppo costoso ed è meno complicato da conservare.
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha individuato la variante 501. V2 in Botswana, Ghana, Kenya, Zambia, alle Comore e in altri 24 paesi non africani.

  • Purtroppo, scrive l' Economist, che dedica la copertina al Covid-19 in Africa, il continente è in fondo alla coda per i vaccini per l'Africa sarà difficile procurarsi le dosi necessarie a raggiungere l'immunità di gregge prima del 2024.
  • Intanto Moussa Faki Mahamat, recentemente rieletto a capo dalla commissione dell'Unione Africana, dovrà preparare un piano per distribuire tra i 55 Stati membri le 600 milioni di dosi di vaccini che l'Unione Africana è riuscita ad assicurarsi. Sono 16 i paesi che finora hanno mostrato interesse per il programma.



(Fonte:jeuneafrique;economist)
Bob Fabiani
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-www.jeuneafrique.com;
-www.economist.com