TAG - AfricaLand Storie e Culture africane

AFRICA - Anc - DIASPORA - Segregazione razziale - - DIRITTI UMANI - migrazioni - TORTURE - RAZZISMO - Lotte anti-Apartheid - AFRIKANER - Afroamerican - LIBIA - lager libici - Libertà - Rwanda - genocidio rwandese - Namibia - genocidio dimenticato - Donald Trump - trumpismo - NELSON MANDELA - APARTHEID - SUD AFRICA - THOMAS SANKARA - Burkina Faso - rivoluzione burkinabé - STEVE BIKO - MARTIN LUTHER KING - i have a dream - slavers 2017-2018 - schiavitù - SCRITTORI D'AFRICA - Negritudine - PANAFRICANISMO - AFROBEAT - FELA KUTI - NIGERIA - BLACK MUSIC - BLACK POWER - BLACK LIVES MATTER - SELMA - Burundi - referendum costituzionale - Pierre Nkurunziza - presidente onnipotente - Madagascar - Place du 13 Mai - Antananarivo - Madagascar crisis - Tana Riot -Free Wael Abbas - Egitto- Piazza Tahir- Rivoluzione2011- Al Sisi - Italia - Esecutivo Giallo-Verde - osservatorio-permanente - Storie-di-Senza-Diritti-Umani - Barack Obama - Obama Years- Dakar2021 - World Water Forum - ChinAfrica - Brics - ambiente - Climate Change - FOTO DEL GIORNO - REGGAE -#mdg2018 - #MadagascarDecide - 'AL DI LA' DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO' - IL ROMANZO - #GiletsJaunes - Afroitalian - Walter Rodney - Brexit - Coronavirus - #LEDITORIALE - News For Africa - I Can't Breathe - #USA2020

domenica 5 agosto 2018

Quella irrefrenabile voglia di Reggae che fa incontrare Sting&Shaggy





L'estate è la stagione che più si addice all'irresistibile "ritmo 4/4 in levare" meglio conosciuto come #Reggae, la musica, il "suono del popolo" - come dichiarò una volta Bob Marley in una celebre intervista che andò in diretta sulle frequenze della Bbc - e, allora, non stupisce affatto se, proprio dall'incontro dell'ex bassista e cantante dell'indimenticato gruppo inglese #ThePolice e Shaggy, in giro per il mondo e, sopratutto nel vecchio continente  è nuovamente scoppiata la "mania del reggae".

La voglia di lasciarsi cullare dal ritmo ipnotico, ossessivo, avvolgente del sound caraibico in un crescendo di emozioni che, in qualche modo accompagnano gli appassionati mentre ascoltano il gradevolissimo album del "duo d'eccezione" : un disco di inediti intitolato "44/876".





Tutto ha avuto inizio quando Shaggy contattò Sting per coinvolgerlo in un concerto-evento andato in scena, nel mese di gennaio, a #Kingston che serviva per aiutare l'ospedale pediatrico della capitale della Giamaica.

E' nato dunque così - come evento unico - il "duetto dell'estate 2018".
In quell'occasione i due artisti cantarono per la prima volta, una canzone - scritta proprio per questa occasione - : si tratta di "Don't Make Me Wait".
La canzone fu talmente bene accolta dal pubblico di Kingston che, Sting&Shaggy decisero di allargare la collaborazione con un intero album.




Se da un lato "Don't Make Me Wait" è il classico "singolo" di forte impronta caraibica, nell'album, vi sono altri brani di ottima fattura (e nella quale si può tornare ad ascoltare Sting  che torna ad avere un'irrefrenabile voglia di Reggae, la stessa che seppe dare il via all'intuizione geniale che sfociò nei #Police unendo, in modo irresistibile le strade sonore tra Rock&Reggae n.dt) come "Dreaming in the U.S.A.".

Appare così naturale che questa collaborazione esloda (letteralmente!) nell'happenig-live.


  


Durante il concerto i due artisti si divertono e fanno divertire: non c'è nessuna formula magica ma solo l'intelligente incontro tra i capolavori di Sting (sia dell'era dei Police sia di quella solista) e i super-hit firmati da Shaggy.
Sul palco ci sono i musicisti preferiti (da molto tempo ormai) dell'ex Police. Vale la pena di menzionarli, a cominciare da Josh Freese alla batteria e, completamente a suo agio con il ritmo 4/4 in levare, e poi Dominic Miller, il chitarrista di fiducia del cantante e bassista inglese e, ancora Rufus Miller, altro chitarrista che segue Sting da molti anni. A braccetto con questi musicisti c'èla band di Shaggy (nato a Kingston nel 1968) : Monique Musique e Gene Noble ai cori e Kevon Webster alle tastiere.

L'apoteosi finale arriva con "Walking on the moon" celebre brano dei Police che per l'occasione diventa ancora più ipnotico per consentire l'attracco finale della citazione che avrà fatto venire più di qualche brivido agli appassionati del sound giamaicano ... in una magica alchimia "al rallenty" ecco materializzarsi lo spirito ribelle, rivoluzionario per celebrare e rendere omaggio sia a Bob Marley e Peter Tosh sia ai diritti civili con le note e le parole di "Get Up, Stand UP" (Alzati, lotta e combatti per i tuoi diritti).

Niente male per un periodo storico così complesso dove, a farla da padrone sono i vecchi-nuovi egoismi e, i rigurgiti razzisti in nome del sovranismo in Europa come negli USA e in Africa.

(Fonte.:repubblica;corrieredellasera)
Bob Fabiani
Link
-www.repubblica.it;
-www.corriere.it  

sabato 4 agosto 2018

La FOTO DEL GIORNO by AfricaLand Storie e Culture africane*





Ai lettori

* La foto che vedete sotto il titolo è stata scelta dalla redazione per inaugurare una nuova sezione di questo #Blog. 
Si chiamerà "FOTO DEL GIORNO" .
Questa rubrica nasce con l'intento di documentare in modo diretto le "storie quotidiane" di un intero continente, l'Africa.

(Fonte.: album fotografico di africalandilmionuovoblog)
Link
-https://africalandilmionuovoblog.blogspot.com
  

Il ritorno di Bemba in RDC (per candidarsi alle elezioni)




L'assoluzione in appello incassata nello scorso mese di giugno dalla Corte penale internazionale per crimini contro l'umanità (e per questo condannato dall'Aja a 18 anni), ha permesso a Jean-Pierre Bemba, uno dei miliardari del Congo e dell'intera Africa, tra l'altro uno dei più cruenti signori della guerra che, la storia recente del continente ricordi; e già alla guida della Repubblica Democratica del Congo, in qualità di presidente, è tornato.


 

Bemba, ha posato ancora una volta i suoi piedi sul suolo della Repubblica Democratica del Congo con l'obbiettivo di candidarsi alle elezioni presidenziali e, contendere, la vittoria all'attuale presidente Kabila. La tornata elettorale sono previste nel prossimo mese di dicembre.
(Fonte.:afp;ilmanifesto)
BobFabiani
Link
-www.afp.com;
-www.ilmanifesto.it

giovedì 2 agosto 2018

Zimbabwe, Mnangagwa eletto presidente





Dopo le ore della mattanza e della dura repressione mortale da parte delle forze armate, è arrivata la comunicazione ufficiale della Commissione elettorale dello Zimbabwe. 
In anticipo rispetto a una prima comunicazione - forse spinta dalle proteste dell'opposizione MDC per le strade della capitale Harare - dall'organo massimo della macchina elettorale zimbabweana che doveva essere divulgata solo nella giornata di sabato, è arrivato il dato definitivo.
La Commissione elettorale in diretta televisiva ha ufficializzato la vittoria de "il coccodrillo", Emmerson Mnangagwa, a lungo braccio destro del "Compagno Bob", Robert Mugabe, alle elezioni presidenziali del 30 luglio 2018.

Mnangagwa ha ottenuto il 50,8% dei voti mentre, Nelson Chamisa, leader dell'opposizione si aggiudica il 44,3% delle preferenze, secondo i dati ufficiali forniti dalla Commissione elettorale dello Zimbabwe.
(Fonte.:jeuneafrique;afp;rainews)
Bob Fabiani
Link
-www.jeuneafrique.com;
-www.afp.com;
-www.rainews.it     

Zimbabwe: Repressione mortale post-voto per le strade di #Harare




Il caos è divampato subito dopo l'annuncio da parte della Commissione elettorale dello Zimbabwe che assegnava la maggioranza assoluta allo #ZanuPF il partito da sempre al potere - fin da quello storico 1980 anno dell'Indipendenza dalla Gran Bretagna - e ben sostenuto dalle forze armate del paese africano, alle elezioni generali del 30 luglio 2018.

Spontanea è partita la protesta dei supporter di Nelson Chamisa e del partito d'opposizione l'MDC per quello che a loro dire era un vero e proprio sopruso, uno scippo della vittoria che, lo stesso giovane leader, aveva sbandierato già nella giornata di martedì.
La reazione dei militari non si è fatta attendere ed è stata dura.


    


Sono tre i manifestanti riversi sul selciato della capitale, sostenitori del partito d'opposizione MDC, scesi in piazza per protestare contro la proclamazione della maggioranza assoluta ottenuta dallo #ZanuPF.

Nel precedente post che abbiamo scritto sulle elezioni presidenziali dello Zimbabwe avevamo posto un quesito di fondo: come si sarebbe evoluta la situazione nel paese dopo le minacce arrivate dal fronte del governo che esortava i supporter di Chamisa e dell'MDC a non continuare la vittoria presidenziale del 30 luglio. Che si trattasse di una vera e propria "chiamata alle armi" per l'esercito non vi erano dubbi. Dal fronte MDC ovviamente non si facevano condizionare e, anzi, rilanciavano con una manifestazione di protesta che arrivava fin sotto la sede della stessa Commissione elettorale a sua volta, a pochi passi dal palazzo dell'Assemblea.

L'esercito ha subito presidiato le strade di Harare sparando all'impazzata contro i supporter MDC.


  

Il governo cerca "di intimidire la gente", denuncia senza mezzi termini né filtri l'opposizione, che reagisce alle notizie di scontri tra le forze armate e i manifestanti.
"Noi ribadiamo che il nostro candidato Nelson Chamisa ha vinto e siamo pronti a difendere il voto degli elettori" , ha detto la portavoce del partito, Thabitha Khumalo.
Dal canto suo, il leader Chamisa ha twittato: "Grazie Zimbabwe, sono onorato del supporto che mi avete dato come candidato presidenziale. Abbiamo vinto il voto popolare". 





Harare, ore 16 del 1 Agosto 2018 

E' un pomeriggio invernale quello che accompagna le ore amare del post-voto presidenziale in Zimbabwe. L'opposizione sceglie l'ora pomeridiana per far sentire la sua voce con lo scopo di far sentire netta la voce popolare e del dissenso.
Evidentemente non tollerato né gradito agli ambienti governativi. Il dramma è dietro l'angolo. La violenza divampa. La repressione è chirurgica.
Atta a instaurare un senso di paura tra la gente, i supporter, gli attivisti del partito d'opposizione, l'MDC.
Qui ad Harare nessuno ha dimenticato che il capo di stato e di partito (lo Zanu-PF n.d.r) è guidato dal "coccodrillo" che, quando era la sentinella spietata del vecchio "Compagno Bob", in una volta sola fece giustiziare 20 mila dissidenti.
Corsi e ricorsi storici che non possono non essere messi in discussione dopo la repressione mortale di ieri, 1 agosto 2018.
Ora, il presidente-coccodrillo dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, in questo giovedì di caos e tensione sembra orientato a tornare sui propri passi e, si dice disponibile a"risolvere pacificamente" le dispute con il suo rivale, Nelson Chamisa.
Tuttavia, l'esercito resta nelle strade di Harare con il chiaro intento di pattugliare, reprimere e sedare qualsiasi forma di protesta.
(Fonte.:jeuneafrique;afp;liberation;rfi;zimeye)
Bob Fabiani
Link
-www.jeuneafrique.com;
-www.afp.com;
-www.liberation.fr/afrique;
-www.rfi.fr/afrique;
-https://www.zimeye.net      

#ZimDecides2018: Trionfo delloZanu-PF, ottenuta la maggioranza assoluta (secondo la Commissione elettorale di #Harare)






Mentre si attende l'esito ufficiale per le elezioni presidenziali, nella giornata di ieri, #1agosto, è arrivato l'annuncio da parte della Commissione elettorale che lo Zanu-PF, partito al potere dal 1980 - l'anno dell'Indipendenza dalla Bretannia, celebrata con uno strepitoso concerto-evento di Bob Marley & The Wailers - ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi in Assemblea, durante le storiche elezioni legislative di lunedì 30 luglio 2018.


 


Su 153 circoscrizioni elettorali i cui risultati sono stati compilati, "lo Zanu-PF ottiene 110 seggi, mentre l'MDC (Movement For Democratic Change, opposizione) ottiene 41 seggi", ha annunciato il gruppo radiotelevisivo ZBC, citando i risultati della Commissione elettorale.


 


L'Assemblea nazionale ha un totale di 210 posti.
Se questo annuncio riguarda comunque risultati parziali, è evidente che il partito del capo di stato Emmerson Mnangagwa è già sicuro di ottenere la maggioranza assoluta nella Camera bassa zimbabweana.




-L'MDC dichiara la "vittoria presidenziale"

Al momento in cui scriviamo questo post nessuna delle due parti ha reagito - in modo ufficiale - ai risultati divulgati dalla Commissione elettorale. Tuttavia, il 31 luglio, un giorno dopo le Elezioni Presidenziali, l'MDC aveva rivendicato la vittoria "eclatante" nelle cosiddette elezioni generali, facendo trapelare anche la scoperta di alcuni casi di frode ai danni dei propri supporter.


  

Il conteggio delle elezioni presidenziali continua a rilento e sulla "questione frode" le accuse vengono rispedite al mittente (MDC) da parte dell'entourage de "il coccodrillo", al secolo, Emmerson Mnangagwa.

Come si sta evolvendo la situazione in Zimbabwe?

Regna il caos e un certo nervosismo inizia a trapelare.
Intanto, da fonti vicine all'attuale governo, sempre nella giornata di ieri, 1 agosto, è iniziata a circolare la minaccia (esplicita!) di perseguire l'opposizione se, quest'ultima dovesse continuare a rivendicare la vittoria presidenziale.

Siamo al preludio di un nuovo focolaio di crisi che, se venisse confermata questa voce, farebbe ripiombare lo Zimbabwe nella spirale della violenza di Stato?
(Fonte.:jeuneafrique;afp)
Bob Fabiani
Link
-www.jeuneafrique.com;
-www.afp.com
  

mercoledì 1 agosto 2018

#Mali2018: Verso il profilarsi del ballottaggio Keita-Cissé







Più passano le ore e più appare chiaro che in #Mali si profila un ballottaggio fra il presidente uscente Ibrahim Boubacar Keita e il capo dell'opposizione Soumaila Cissé, il grande sconfitto della precedente tornata elettorale, andata in scena nel 2013.
E' quanto dichiarato ieri, 31 luglio a #Bamako dal direttore della campagna elettorale di Cissé, Tiebele Dramé.

Ecco le sue parole:
"La legge proibisce la proclamazione dei risultati da parte di chiunque tranne che dal ministero, tuttavia posso dirvi che si profila un secondo turno tra Cissé e Keita". 

Il primo turno si è svolto domenica scorsa con 24 candidati in lizza e, se nessun candidato otterrà la maggioranza dei voti, il secondo turno fra i primi due classificati si terrà il 12 agosto.





-Incidenti durante il voto 


Quando sono passati tre giorni dal voto del #29luglio2018 si possono fare alcuni bilanci del primo turno di queste elezioni presidenziali.
Le autorità maliane hanno accolto con un sospiro di sollievo la "buona partecipazione popolare" ma, tuttavia ci sono state delle criticità.
Nel centro del Mali così come nella parte settentrionale del paese africano si sono registrati scontri e incidenti sfociati in attacchi ai seggi elettorali.



Le autorità hanno dovuto ammettere che in 716 uffici, le operazioni di voto non sono nemmeno potute iniziare. Per fortuna non si sono registrati morti ma, il bilancio definitivo parla di un attacco contro il 20% degli uffici.
Intanto il Pool di osservazione cittadino del Mali (Pocim)  - scrive Jeune Afrique -, ha consegnato nella giornata di lunedì30 luglio, i risultati dei 2mila osservatori sparsi in tutto il paese. Secondo quanto è dato sapere, da questo report, sarebbero emerse alcune incongruenze: indisponibilità del documento valido per il voto degli elettori e, uffici chiusi oltre, ai problemi di sicurezza dei cittadini recatesi ai seggi elettorali.




Domenica scorsa, durante le operazioni di voto del primo turno delle elezioni presidenziali, erano presenti anche gli osservatori dell'Unione Europea guidata dall'ex ministro italiano, Cécile Kyenge.
Sulla giornata elettorale ecco cosa ha dichiarato il commissario Pocim, Ibrahima Sangho:
"Abbiamo creato un dispositivo che funziona e si articola in '3 stanze' . Gli osservatori sul posto ci inviavano informazioni  via Sms e queste, venivano raccolte dalla 'camera tecnica', in base a un codice prestabilito. Il passaggio successivo era rivolto alla 'camera di analisi' della quale fanno parte analisti politici, specialisti in questioni di genere e disabilità ed esperti in materia elettorale e legale", spiega con cura Ibrahima Sangho e conclude: "La terza stanza è quella della 'camera politica' che raccogliendo la relazione completa di tutti i dati raccolti ha permesso l'intervento pressoché immediato quando abbiamo notato irregolarità rispetto all'apertura dei seggi elettorali, durante  le operazioni di voto e sulla disponibilità delle tessere elettorali.
(Fonte.:jeuneafrique;afp)
Bob Fabiani
Link
-www.jeuneafrique.com;
-www.afp.com