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martedì 9 febbraio 2021

Il Museo di storia africana di Dakar


 




Il concorso per il Museo di storia Africana fu avviato alla fine degli anni '90 dall'Unesco e dall'Organizzazione dell'Unità Africana : un vero e proprio memoriale, per ricordare la tratta degli schiavi, da erigersi sul lembo di terrà più occidentale del continente africano.

Il progetto vincitore ha previsto una complessa struttura proiettata verso l'alto, composta di un volume concavo di 240 metri che richiama una vela e accoglie il centro di documentazione e ricerca, amministrazione e archivi; l'edificio più basso ospita invece la sala espositiva del museo.
(Fonte:africalandilmionuovoblog)
Bob Fabiani
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-https:africalandilmionuovoblog.blogspot.com 

domenica 7 febbraio 2021

Egitto, un anno di carcere per Patrick Zaki


 




Con la conferma del fermo in carcere di altri 45 giorni per Patrick Zaki si apre una nuova fase da parte del regime egiziano che reputa lo studente dell'Università di Bologna come un terrorista e agitatore che, attraverso i social si rende responsabile di sovvertire il governo del dittatore Al-Sisi.

Un anno fa Patrick Zaki veniva arrestato non appena posò i suoi piedi all'aeroporto del Cairo : lo studente era tornato in Egitto per una breve vacanza e per far visita alla sua famiglia.

Questo blog è al fianco di quanti si battono per la libertà di Patrick Zaki e per il riconoscimento dei diritti civili per il popolo egiziano e continua a chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni.
(Fonte:amnesty)
Bob Fabiani
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-https:africalandilmionuovoblog.blogspot.com/news-for-africa

 

sabato 6 febbraio 2021

Donne malgasce lavano panni al fiume


 



Durante i miei viaggi malgasci, in occasione del progetto per scrivere un romanzo sul Madagascar - che poi ho intitolato 'Al di là di ogni ragionevole dubbio' - ho imparato molto sul popolo della Grande Isola dalla Terra Rossa
La prima cosa che si percepisce arrivando sull'isola è la grande disponibilità a essere ospitali dei malgasci. Un popolo accogliente, ridente, fiero e straordinario. Nei miei spostamenti per studiare la vita sociale del Madagascar - oltre ad ammirare la bellezza della natura e delle varie città - ho potuto vedere il pesante lavoro della donna malgascia, la vera colonna portante della famiglia.

Una delle "scene di vita" che più sono rimaste impresse nella mia memoria è quella di ammirare il massacrante lavoro a cui si sottopongono queste donne quando devono lavare i panni: esse si dirigono ai fiumi e, tra canti e azioni precise e rapide, eseguono questo duro lavoro. 

Non ho più dimenticato quella giornata malgascia : ricordo che mi appostai a debita distanza per non disturbarle in quel duro lavoro e grazie alla mia guida e amici malgasci ho potuto anche scambiare alcune parole con queste donne.
Mi colpì la serenità con cui eseguivano quel lavoro massacrante e, mi fecero notare che per loro era "naturale lavare i panni in quel modo ... perché lo facevano prima di loro le loro madri e, ancora prima, le loro nonne". 

Una lezione che ho custodito gelosamente : quelle donne mi stavano facendo notare che è perfettamente inutile lamentarsi della propria condizione e, qualunque essa sia va affrontata e vissuta con dignità.
(Fonte:africalandilmionuovoblog)
Bob Fabiani
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-https:africalandilmionuovoblog.blogspot.com

giovedì 4 febbraio 2021

La moda celebra il Black History Month 2021


 





Nato nel 1970, come movimento studentesco nella Kent State University, in Ohio, il Black History Month è oggi una ricorrenza ricordata in tutto il mondo occidentale nel mese di febbraio e fino al 1 marzo, per celebrare l'impronta delle persone e degli eventi nella storia della diaspora africana.

Il mondo della moda e i brand più importanti hanno voluto celebrare la cultura black (e i grandi personaggi) durante il Black History Month 2021 con iniziative e progetti speciali. Tra i brand figurano Apple, Puma, New Balance e Farfetch, di cui ci occupiamo in questo post.

-Farfetch


 


In occasione del Black History Month 2021, Farfetch annuncia la partnership con Nataal, marchio multimediale globale, leader nella celebrazione della moda contemporanea, bellezza, arti visive, musica e cultura dell'Africa e della sua diaspora.

In questo anno di partnership, Farfetch lavorerà con Nataal e la sua comunity, per creare contenuti che supportino il loro talento rivoluzionario. La prima iterazione della collaborazione prende vita grazie a una collaborazione speciale con Balmain e il direttore creativo, Oliver Rousteing. Ispirata alle icone black di Rousteing, il progetto esprime come lo spirito rivoluzionario qi queste icone rimanga un'influenza duratura sul lusso moderno di oggi.
(Fonte:vogue)
Bob Fabiani
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-www.vogue.it/moda

mercoledì 3 febbraio 2021

La fauna del Madagascar Pt.1


 





La fauna del Madagascar, unica nel suo genere, è una meta ideale per amanti della natura, appassionati di biologia e studiosi di scienze naturali. Nella Grande Isola dalla Terra Rossa esistono numerose specie animali uniche in tutto il mondo.

AfricaLand Storie e Culture africane presenta un elenco delle specie più diffuse.

-Primati

  Maki è il nome comunemente usato in Madagascar per i lemuri. Questa denominazione comprende dodici specie di grandezza media, non molto dissimili tra loro per abitudini.
Molti di questi un tempo erano considerati una sottospecie del lemure bruno, mentre oggi costituiscono una specie a se stante. Hanno un'alimentazione molto varia, costituita da frutta e fiori, oltre che da insetti e foglie.
Il Maki dalla fronte rossa (Eulemur rubifrons) si può vedere spesso nel parco nazionale di Ranomafana e in quello del Berenty, dove è stato inserito. Il maki macao (Eulemur macao) vive a nord sulle isole di Nosy Be e Nosy Komba.

-I lemuri del bambù

Il gruppo dei lemuri del bambù comprende sei specie. Quella più diffusa è il lemure grigio del bambù (Hapalemur griseus), che popola le foreste di bambù lungo quasi tutta la costa orientale. Il lemure dorato del bambù (H. aureus) si è guadagnato una certa popolarità, essendo stato scoperto solo nel 1986. Vive solo nel parco nazionale di Ranomafana e nelle zone limitrofe. Tutte le specie, come indica il nome stesso, si nutrono di bambù, pur essendosi specializzati a mangiare diverse parti della pianta. Il grande lemure del bambù (Prolemur simus) utilizza la forte dentatura per estrarre il midollo dalle canne, quello dorato mangia invece i germogli, mentre il grigio le foglie.

-Aye-aye

Sicuramente è la varietà di lemure più particolare. Nell'ecosistema malgascio ha occupato la nicchia del picchio. Le grandi orecchie permettono all'aye-aye di individuare insetti e vermi anche al di sotto della corteccia. Con i lunghi incisivi rompe quest'ultima e ne estrae poi le prede con il lungo dito medio. L'aye-aye è un animale notturno, raro, molto pauroso e quindi difficile da incontrare. Le possibilità maggiori le offre l'isola di Nosy Mangabe.

-Indri

Con un'altezza di 80 cm l'indri (Indri Indri) è oggi la più grande specie di lemure esistente. E' l'unico lemure ad avere una coda mozza di 10 cm. L'indri abita le foreste pluviali dei monti della costa orientale e si nutre prevalentemente di foglie. Piccoli gruppi familiari di indri si appropriano di un territorio che difendono da intrusi emettendo suoni abbastanza singolari e che ricordano un po' quelli delle balene. La maggior probabilità di osservare gli indri si ha visitando il parco nazionale di Andasibe-Mantadia.
-Fine Prima Parte-
(Fonte:parcs-madagascar)
Bob Fabiani
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-www.parcs-madagascar.com


 

martedì 2 febbraio 2021

USA, quell'arresto shock di una bambina afroamericana ammanettata e con spray urticante dalla polizia


 





Pensavamo di aver visto tutto e di aver raccontato tutto sulla "questione razzismo" ai danni della comunità afroamericana da parte della polizia USA, ma ci sbagliavamo.
In America, si cambiano i presidenti ma il problema resta perché non viene affrontato come si dovrebbe, ossia, riformando la polizia razzista statunitense.

Nuova ondata di critiche e indignazione per un video virale. Il filmato, girato da una body cam di un poliziotto, della durata di 17 minuti e mostra gli agenti che ammanettano una bambina di 9 anni, afroamericana, usando uno spray urticante al pepe nero e utilizzando delle maniere brutali ... pur di farla entrare in una volante senza risparmiare maniere violente pur se avevano davanti un'adolescente. E' successo a Rochester, nello Stato di New York, e le immagini hanno suscitato forti critiche per i metodi utilizzati dalle forze dell'ordine.

Lo riporta l'Afp.

Agenti intervenuti dopo la lite famigliare in casa. La bambina prelevata con la forza mentre continuava a gridare "voglio il mio papà " e poi, visto che si rifiutava di entrare nell'auto, è stata immobilizzata col viso sulla neve e ammanettata.

La sindaca, Lovely Warren ha ammesso : "in questo incidente è stato fatto del male a una bambina, io ho una figlia di 10 anni, questo video non è una casa che una madre vuole vedere". E aggiunge : "il modo in cui il nostro dipartimento di polizia si è comportato mi preoccupa, da questo video è chiaro che dobbiamo fare di più per sostenere i nostri bambini e le nostre famiglie".

Intanto, è intervenuto il vice - capo della polizia, Andre Anderson, tentando di spiegare il comportamento dei suoi agenti, ha detto che la bambina "aveva detto di volersi suicidarsi e di voler uccidere la madre".
Gli agenti di Rochester volevano portarla in ospedale, ma di fronte al rifiuto della bambina di entrare nell'auto, l'hanno prelevata con la forza (come fanno sempre quando si trovano di fronte cittadini  neri  ... solo che stavolta, avevano davanti una minore ...) e hanno cercato di bloccarla spruzzandole una sostanza urticante.

"Ti stai comportando come una bambina", si sente dire da uno degli agenti che sta cercando di farla entrare nell'auto, al quale la piccola risponde : "Sono una bambina". Subito dopo, l'agente donna passa alle minacce : "Stai seduta, questa è l'ultima possibilità oppure ti spruzzo spray negli occhi". ... Detto e fatto.

Immediatamente, nel video, si vede la bambina piange per il bruciore : "Per favore pulitemi gli occhi".

Dopo essere stata portata in ospedale, la bimba è stata dimessa ed è tornata dai suoi genitori. A questo punto, gli agenti, si sono difesi (in modo inaccettabile), affermando di aver applicato le procedure per "la sicurezza del minore e dietro richiesta del genitore affidatario". 
Questa linea di difesa però non è stata sposata dal capo della polizia di Rochester, Cynthia Herriot-Sullivan in una conferenza stampa ha affermato : "non starò  a sostenere che va bene usare lo spray urticante con una bambina di 9 anni, non lo è e non rappresenta quello che è il nostro dipartimento". E conclude : " Lavoreremo per assicurare che queste cose non succedano più".
Dal canto suo, la sindaca Warren, ha detto che verrà avviata un'inchiesta interna.

Ma non si tratta di un caso isolato quello dell'arresto della bimba afroamericana. Allo stesso dipartimento di polizia della cittadina dello Stato newyorchese, sono state mosse accuse dirette per la morte di Daniel Prude, afroamericano (l'ennesimo!) con problemi mentali deceduto per soffocamento lo scorso settembre : agenti lo bloccano, gli coprono il volto con un cappuccio durante l'arresto. 

E' la storia di sempre : agenti bianchi giustiziano cittadini afroamericani eppure, stavolta, si è davvero andati oltre nella brutalità degli agenti ed è un problema che va risolto. Con la riforma radicale degli agenti USA : se è vero che il 46esimo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden e, la sua vice - presidente Kamala Harris, hanno come obiettivo di fare in modo di riunire e riappacificare il paese, allora, non possono che procedere in un'unica direzione : cambiare tutto. Ripartire da zero : deve cambiare l'addestramento di questi poliziotti che, non possono continuare ad agire considerano gli afroamericani "un problema che va risolto con la forza". Il passaggio necessario è togliere il distintivo a coloro che sono "razzisti dichiarati"
Troppi neri sono morti per mano di agenti razzisti se davvero Joe Biden vuole cambiare le cose deve scrivere una legge per riformare radicalmente le forze dell'ordine USA, non esiste un altro piano, il resto sono chiacchiere ormai inaccettabili. 
(Fonte:afp;theatlantic)
Bob Fabiani
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-www.afp.fr;
-www.theatlantic.com

 

lunedì 1 febbraio 2021

Le conseguenze di 4 anni di conflitto per il "Camerun anglofono"


 



Mentre il resto del mondo è impegnato nella lotta contro la pandemia, in Africa e, precisamente in Camerun si consuma - da 4 anni - un conflitto dimenticato e cruento.
Il conflitto è "bloccato" e impantanato nelle regioni del Sud - Ovest e del Nord - Ovest dove, nonostante i tentativi di mediazione, il 2020 è stato segnato da un'ondata di violenze.

Arrivati a questo punto qual'è la situazione sul campo? Quali sono le conseguenze di questo conflitto? In questo post, AfricaLand Storie e Culture africane, è in grado di tracciare il punto della situazione a 4 anni dallo scoppio della crisi (2016) che ha dilaniato il "Camerun anglofono".





Attacchi con ordigni esplosivi improvvisati a margine del Campionato delle Nazioni Africane (CHAN) nel Sud - Ovest, sparatorie omicide al convoglio del prefetto di Momo nel Nord - Ovest, scolari brutalmente assassinati ... questi sono i fermimmagine di una crisi che appare senza sbocco e, che, nel 2016, era iniziata per rivendicare l'uso della lingua inglese invece di quella francese con il sogno della secessione.

Intanto, dal 28 gennaio e fino al 2 febbraio, la Santa Sede ha inviato qui, in Camerun, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, nel tentativo di riavviare il dialogo tra le parti, anche perché, l'inizio di questo 2021, è stato segnato da un'ondata di violenze. 
Solo a gennaio, sul selciato del paese africano si registrano più di 30 morti nella regione. Sono i civili a pagare il prezzo più alto negli scontri tra le forze governative (che sono irremovibili sia sulla secessione sia sull'uso della lingua inglese) e i gruppi separatisti armati, fautori dell'indipendenza dell'Ambazonia.


 



-I numeri del conflitto dimenticato

  • Oltre 3.000 camerunensi uccisi (secondo le stime ICG)
  • 700 mila profughi e sfollati (secondo l'UNHCR)
  • 80% delle scuole chiuse nelle province anglofone (fonte Unicef)
  • 860 mila bambini impossibilitati a frequentare la scuola (fonte Unicef)
A questi drammatici numeri si devono aggiungere altri : non meno di 238 villaggi sono stati attaccati, e alcuni completamente rasi al suolo e bruciati, dal 2016. Questa situazione ha causato la fuga di decine di migliaia di persone che hanno trovato rifugio in Nigeria o in altre regioni del Camerun.
Nonostante questi drammatici numeri siamo davanti a un conflitto dimenticato e al disinteresse della comunità internazionale.
(Fonte:jeuneafrique)
Bob Fabiani
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-www.jeuneafrique.com