TAG - AfricaLand Storie e Culture africane

AFRICA - Anc - DIASPORA - Segregazione razziale - - DIRITTI UMANI - migrazioni - TORTURE - RAZZISMO - Lotte anti-Apartheid - AFRIKANER - Afroamerican - LIBIA - lager libici - Libertà - Rwanda - genocidio rwandese - Namibia - genocidio dimenticato - Donald Trump - trumpismo - NELSON MANDELA - APARTHEID - SUD AFRICA - THOMAS SANKARA - Burkina Faso - rivoluzione burkinabé - STEVE BIKO - MARTIN LUTHER KING - i have a dream - slavers 2017-2018 - schiavitù - SCRITTORI D'AFRICA - Negritudine - PANAFRICANISMO - AFROBEAT - FELA KUTI - NIGERIA - BLACK MUSIC - BLACK POWER - BLACK LIVES MATTER - SELMA - Burundi - referendum costituzionale - Pierre Nkurunziza - presidente onnipotente - Madagascar - Place du 13 Mai - Antananarivo - Madagascar crisis - Tana Riot -Free Wael Abbas - Egitto- Piazza Tahir- Rivoluzione2011- Al Sisi - Italia - Esecutivo Giallo-Verde - osservatorio-permanente - Storie-di-Senza-Diritti-Umani - Barack Obama - Obama Years- Dakar2021 - World Water Forum - ChinAfrica - Brics - ambiente - Climate Change - FOTO DEL GIORNO - REGGAE -#mdg2018 - #MadagascarDecide - 'AL DI LA' DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO' - IL ROMANZO - #GiletsJaunes - Afroitalian - Walter Rodney - Brexit - Coronavirus - #LEDITORIALE - News For Africa - I Can't Breathe - #USA2020

giovedì 3 dicembre 2020

Marocco/UE, quel ricatto di Rabat: migranti in cambio dei diritti saharawi


 





Mentre l'Europa è sempre immersa nella pandemia del Covid-19, ieri, nel disinteresse generale, una delegazione europea è stata in visita ufficiale a Rabat "per discutere i meccanismi di ingresso, fermare il flusso migratorioverso l'Europa e gestire il rimpatrio dei migranti illegali", così li hanno chiamati i membri europei presenti in Marocco.

Dunque Bruxelles non si discosta mai da quelle posizioni reazionarie in tema di migrazioni : non si registra mai un passo avanti, uno scatto di umanità anzi, si procede a testa bassa e usando parole sempre più inaccettabili.

"Sono qui per discutere la partnership con il Marocco e comprendere come avere una relazione reciproca e vantaggiosa per la gestione dei flussi (...). Ho recentemente visitato le Canarie e vedo che, in pochi mesi, abbiamo avuto un aumento esponenziale di partenze e arrivi sulla rotta dell'Atlantico occidentale, di gran lunga la strada più letale e rischiosa per entrare in Europa", ha detto Yla Johansonn, commissaria dell'UE per gli affari interni.

Johansonn spera di convincere i funzionari marocchini ad autorizzare il rimpatrio dei migranti arrivati nelle isole Canarie - con i negoziati sul rimpatrio sospesi da due decenni tra Bruxelles e Rabat - mediando con il Marocco riguardo all'agevolazione dei visti di ingresso dei cittadini marocchini. Questo corridoio migratorio, una delle tratte marittime più pericolose, ha visto lo sbarco di 2.700 migranti nel 2019 che sono diventati 18mila nel 2020, metà dei quali marocchini.

In pratica, la giornata di ieri, è servita alle autorità di Rabat per mettere in campo una ricerca di legittimazione: in questo modo il Marocco si vuole porre come partner affidabile agli occhi dell'UE "sia in materia di immigrazione che di sicurezza per l'area", come ha affermato il primo ministro Saad Eddine El Othmani, nella conferenza stampa congiunta di ieri.

Al contrario, El Watan indica come il Marocco abbia volutamente "allentato la sua posizione in materia di controlli sull'immigrazione come strumento di pressione politica nei confronti dell'UE ed in particolare del governo spagnolo". Pressione legata alla ripresa del conflitto per il Sahara occidentale - dopo la violazione del cessate il fuoco da parte del Marocco, lo scorso 14 novembre, e la ripresa della lotta armata del Fronte Polisario - visto che le autorità di Rabat stanno cercando di ottenere riconoscimento e sostegno internazionale dal governo Sanchez e dell'UE, minimizzando sui fatti di novembre e descrivendoli come "un'operazione non ostile".


 

A Rabat non sono piaciute le dichiarazioni del vice premier di Unidos Podemos, Pablo Iglesias, che nelle scorse settimane ha ufficialmente chiesto "maggiore impegno al governo spagnolo per arrivare in tempi rapidi a un referendum di autodeterminazione nel Sahara occidentale". Il malcontento del Marocco e l'aumento degli sbarchi hanno spinto la portavoce del governo, Maria Jesus Montero, a dichiarare che la posizione di Iglesias "non rispecchia quella ufficiale di Madrid".

"Lo strumento del ricatto sugli immigrati - ha detto il ministro dell'informazione della Repubblica araba democratica saharawi, Hamada Selma Eddaf - è stato utilizzato in passato da Rabat per condizionare gli scambi economici sui prodotti provenienti dal Sahara occidentale occupato, dopo le sentenze della Corte europea di giustizia, e oggi per cercare legittimazione internazionale dopo la violazione del cessate il fuoco".

(Fonte:elwatan)

Bob Fabiani

Link

-www.elwatan.com


Nessun commento:

Posta un commento