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lunedì 21 ottobre 2019

Cosa prevede il nuovo patto per la #BREXIT. Accordo, transizione, divorzio.






Dopo il drammatico sabato londinese, il governo britannico guidato da Boris Johnson si trova nel marasma dal momento che, anche la votazione dello scorso fine settimana ha visto la bocciatura di Westminster sull'accordo tra Londra e Bruxelles.

Ecco le motivazioni del "no" all'accordo tra UE e UK.

Jeremy Corbyn

"Voteremo no. L'accordo negoziato dal primo ministro sulla BREXIT sembra peggiore di quello di Theresa May, già rigettato a valanga dal Parlamento. Queste proposte rischiano d'innescare una corsa al ribasso su diritti e tutele".

Gli Unionisti NordIrlandesi

La leader unionista del Democratic Unionist Party, Arlene Foster, ha reso noto di non poter dare il loro sostegno all'accordo. Foster ha scritto in un tweet che continueranno a lavorare con il governo per arrivare a un accordo "ragionevole" per l'Irlanda del Nord.

Il no della Scozia

L'accordo sulla BREXIT è "particolarmente distruttivo"per la Scozia, il popolo scozzese deve poterlo votare. A dirlo su Twitter è Mike Russell, importante esponente dell'Snp che vuole un referendum sull'indipendenza l'anno prossimo.

Al termine di un sabato agitato, in cui è tornato ad aprire i battenti Westminster, il Parlamento britannico - e non succedeva dai giorni della crisi delle Falkland nel 1982 - Johnson ha dovuto prendere atto della nuova sconfitta e, a questo punto, potrebbe materializzarsi un rinvio della BREXIT dal 31 ottobre al 31 gennaio 2020.


Ma cosda prevede il nuovo patto?

Quali differenze mostra l'accordo di Johnson da quello della May?

Entrambi prevedono una permanenza transitoria nell'UE fino a fine 2020 e un pagamento di 33 miliardi di sterline per il "divorzio". Nell'accordo May era previsto il "backstop", la clausola voluta dall'UE per cui il Regno Unito, una volta approvato l'accordo di uscita (affondato per tre volte dal Parlamento), sarebbe rimasto nell'unione doganale e nel mercato unico europeo fino a quando non si fosse trovata una soluzione definitiva sul confine irlandese post BREXIT. Potenzialmente, anche all'infinito, senza possibilità di rescissione unilaterale. Questo era stato pensato per mantenere il confine tra Irlanda e Irlanda del Nord fluido e invisibile, senza nuove frontiere. Ma ha scatenato la rivolta di decine di ribelli conservatori brexiter, in quanto il Regno Unito sarebbe potuto rimanere "incastrato" nell'UE, senza la possibilità di stringere accordi commerciali con altri blocchi.


Cosa prevede l'accordo Johnson?

E' una vecchia soluzione offerta a Theresa May a inizio 2018, ma che Londra allora rifiutò perché rischiava di "spaccare il Regno Unito. Si tratta di una sorta di "backstop" applicato soltanto all'Irlanda del Nord, che "de jure" uscirebbe dall'UE come il resto del Regno Unito. "De facto", invece, rimarebbe nelle regole del mercato unico UE per almeno quattro anni, dopo i quali il parlamentino locale potrà votare il rinnovo dello status quo.

Come farà l'Irlanda del Nord a rispettare le regole commerciali e doganali del Regno Unito e quelle della UE?

E' il punto più controverso. Per evitare il ritorno di tensioni tra Irlanda Irlanda del Nord, il confine commerciale e doganale dei due paesi viene idealmente spostato nel Mar d'Irlanda, cioè tra Belfast e la Gran Bretagna saranno controllati prima di arrivare a terra in modo che rispettino le regole UE. Per quanto riguarda i dazi, se il prodotto arrivato dalla Gran Bretagna rimane in Irlanda del Nord, Londra rimborsa ai nordirlandesi la tariffa pagata all'UE. Altrimenti, le aziende dovranno pagare una tariffa alla UE. In Irlanda del Nord, inoltre, si applicherà l'Iva europea per evitare distorsioni sulla vendita degli stessi prodotti in Irlanda.

Se l'accordo non passa a Westeminster, cosa accadrà?

Johnson sarebbe costretto a chiedere un ennesimo rinvio della BREXIT fino a fine gennaio 2020. Se non lo facesse, come ha già detto, potrebbe rischiare anche il carcere, e lo spettro di un No Deal il 31 ottobre potrebbe tornare prepotentemente di attualità.
(Fonte.:theguardian)
Bob Fabiani
Link
-https://www.theguardian.com/uk/brexit 
  

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