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giovedì 31 ottobre 2019

Aimé Césaire, versi poetici sulla violenza generata dal colonialismo e la schiavitù







Aimé Césaire, è stato un poeta, scrittore e politico originario della Martinica. Insieme al senegalese Léopold Sédar Senghor e il guyanese Léon Gontran Damas crea il movimento culturale  della  Negritudine, ossia, i valori spirituali, artistici, filosofici dei neri dell'Africa che, in seguito sarà l'asse portante delle lotte dei neri per l'indipendenza.









Il Ribelle (duro)           Io : cognome : offeso;   nome : umiliato; stato civile :  rivoltoso; età : età della pietra.

La Madre                      Io : razza  : la razza umana. Religione: la freternità...

Il Ribelle                       Io : razza   : la razza caduta; Religione... ma non siete voi a prepararla col vostro disarmo...son io con la mia rivolta e i poveri pugni chiusi e la testa irsuta.

(Calmissimo)   Ricordo un giorno di novembre; non avevo ancora sei mesi e il padrone è entrato nella capanna fuligginosa come una luna rossa, e tastava le piccole membra muscolose, era un ottimo padrone, faceva scorrere con una carezza le dita grosse sul visetto pieno di fossette. I suoi occhi azzurri ridevano e la bocca stuzziccava con cose zuccherose : sarà un pezzo buono, disse guardandomi, e diceva altre cose gentili, il padrone, che bisognava occuparsene molto presto, che non erano troppi vent'anni per fare un buon cristiano e un buono schiavo, buon suddito e devotissimo, un buon aguzzino di comandante, occhio vivo e braccio fermo. E quell'uomo speculava sulla culla di mio figlio una culla di aguzzino.
Strisciammo coltellaccio in pugno...

La Madre                     Ohimè tu morrai.

Il Ribelle                      Ucciso...l'ho ucciso colle stesse mie mani...
Sì : di morte feconda e prosperosa...
era notte. Strisciammo tra le canne da zucchero.
I coltellacci ridevano alle stelle, ma ce ne infischiavamo delle stelle.
Le canne da zucchero ci sfregiavano il viso con ruscelli di lame verdi.

La Madre                      Avevo sognato un figlio per chiudere gli occhi di sua madre.

Il Ribelle                       Ho scelto di aprire su un altro sole gli occhi di mio figlio.

La Madre                   ...Figlio mio...di mala morte e perniciosa

Il Ribelle                       Madre, di morte viva e sontuosa

La Madre                      per aver troppo odiato

Il Ribelle                       per aver troppo amato.

La Madre                      Rispatmiami, soffoco per i tuoi vincoli. Sanguino per le tue ferite.

Il Ribelle                       E il mondo non mi risparmia...Non c'è nel mondo
un povero individuo linciato, un pover'uomo torturato, in cui io non sia
assassinato e umiliato.

La Madre                      Dio del cielo, liberalo.

Il Ribelle                       Cuore mio tu non mi libererai dai ricordi...
Era una sera di novembre...
E improvvisamente clamori rischiararono il silenzio.
Eravamo balzati su, noi, gli schiavi; noi, il letamaio; noi, le bestie dagli zoccoli
di pazienza.
Correvamo come forsennati;  scoppiarono le fucilate... Noi
colpivamo. Il sudore e il sangue ci facevano frescura.  Colpivamo
tra le grida e le grida divennero più stridule e un gran
clamore si levò verso est, erano i servizi che bruciavano e
la fiamma schizzò dolce alla casa del padrone.
Tiravano dalle finestre.
Noi forzammo le porte.
La stanza del padrone era spalancata. La stanza del padrone
era brillantemente illuminata, e il padrone era là calmissimo...
e i nostri si fermarono... era il padrone... Entrai. Sei tu,
mi disse, calmissimo...  Ero io,  ero proprio io, gli dicevo, il
buono schiavo, il fido schiavo, lo schiavo schiavo, e subito i
suoi occhi furono due blatte impaurite nei giorni di pioggia...
colpii, il sangue sgorgò : è il solo battesimo di cui oggi io mi ricordi.*

*Aimé Césaire Les Armes Miraculeuses (Et les chiens se taisaient) / Armi e cani miracolosi erano silenziosi  - Gallimard, pp 133-37
(Fonte.:africalandilmionuovoblog)
Bob Fabiani
Link
-https://africalandilmionuovoblog.blogspot.com
       

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