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giovedì 16 luglio 2020

Africa, causa Covid-19 si fermano le vaccinazioni








"Molti più bimbi sono protetti
oggi da malattie prevedibili
con un vaccino rispetto a 
qualsiasi altro momento
della storia passata"
(Seth Berkley, Ceo Gavi Alliance)



In diversi Paesi africani le campagne di immunizzazione in età pediatrica promosse da Global Alliance for Vaccine (Gavi), marciavano a pieno ritmo poi, l'arrivo della pandemia da coronavirus, ha cambiato drasticamente tutto. Si è fermato tutto. Ora si temono danni gravi per la salute pubblica.




-Un prima e un dopo (al tempo della pandemia)




C'è un prima e un dopo. Il prima è l'era a.C (avanti Coronavirus) quando nel mondo, ma sopratutto nei Paesi africani più svantaggiati, le campagne di vaccinazione per i bambini, quelle promosse da Gavi, la Global Alliance for Vaccine, sostenuta principalmente dal miliardario americano Bill Gates, marciavano a pieno ritmo.

La seconda, l'era d.C (dopo Coronavirus), la stiamo vivendo adesso e, fra gli effetti collaterali di questa pandemia, c'è lo stop a tutte queste iniziative (ma del resto le campagne vaccinali per l'infanzia hanno subito un rallentamento anche nel cosiddetto "primo mondo").

In questo reportage, AfricaLand Storie e Culture africane racconta come si svolgevano le vaccinazioni "sotto gli alberi" in uno dei villaggi del Sud del Mozambico, vicino alla capitale Maputo.



-Quelle vaccinazioni sotto gli alberi del Mozambico









Moamba è un distretto rurale che si trova a qualche decina di chilometri da Maputo. C'è aria di festa al villaggio, pronto ad accogliere la "task force vaccini", guidata da operatori sanitari dell'ospedale locale.  In realtà più che un ospedale è piuttosto una clinica rurale, una "healt facility", come le chiamo qui, in Mozambico, perché sono sopratutto approntati servizi essenziali.
Infatti, gli abitanti del villaggio approfittano anche della presenza di un gruppo di stranieri in visita per lamentarsi dell'inefficienza della sanità.

Intanto "sotto gli alberi" gli operatori cercano di spiegare ai locali a che cosa servono i vaccini, a suggerire, già che ci sono, metodi anti-concezionali (perché la natalità, sopratutto fra i più poveri, è elevata e tanti bambini finiscono sugli enormi mucchi di spazzatura, che si vedono fuori dalla capitale, dove cercano qualcosa da vendere per guadagnarsi da mangiare) e, infine, a vaccinare.

Il ministro della salute del Mozambico, Graca Matshine spiega:


"I programmi di Gavi sono iniziati nel 1979 con 6 vaccini: contro la tubercolosi (secondo certe ipotesi che sono ancora in fase di studio, la vaccinazione anttubercolare con il Bcg  potrebbe proteggere queste popolazioni dall'infezione da Coronavirus; n.d.t), la polio, la differite, la pertosse e il tetano. Nel 2004 abbiamo introdotto quello contro l'epatite B e l'Haemophilus influenzae (batterio che provoca polmoniti, n.d.t). E nel 2010 l'antipneumococcica (sempre contro la polmonite provocata da Pneumococco, n.d.t), poi nel 2020 quella contro il virus Hpv, il Papillomavirus che provoca cancro dell'utero, per le ragazze".

In totale nove vaccini.

Tutto stava funzionando. Per rendersene conto basta soffermarsi su qualche numero per capire l'importanza dei programmi di vaccinazione, promossi da Gavi, in Africa.

Dal 2000 sono stati vaccinati 319 milioni di bambini e sono state evitate 7,5 milioni di morti da malattie infettive (non si deve dimenticare che ancora oggi 1,5 milioni di bambini nel mondo perdono la vita per malattie che possono essere prevenute con i vaccini).

Le ambizioni di Gavi per il futuro (cioè portare il numero totale di bambini vaccinati nel mondo a 1,1 miliardi entro la fine del 2025) sono al momento congelate dalla pandemia di Covid-19.







- Ritorno a Moamba (viaggio immaginario nel villaggio rurale)




Tutto è sospeso, fermo. Anche le vaccinazioni, quelle "open air", nonostante il Mozambico non sia fra i Paesi più colpiti dalla pandemia di Coronavirus: nell'ultimo dato ufficiale reso noto dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), i casi accertati sono  1.268 e i decessi 9.

Chissà quanto dovranno aspettare le mamme di Moamba, quelle stesse mamme che, nello scorso mese di marzo avevano vaccinato i loro bambini; per avere le seconde dosi di vaccino.






Il pensiero corre veloce a quell'unico papà, Alexandro, 34 anni che aveva portato la sua piccola bimba Gilda a vaccinarsi. Questo giovane papà di professione fa il muratore, il mestiere più diffuso da queste parti: tutti qui, vorrebbero abitare in una casa di mattoni che costruiscono poco per volta quando c'è la disponibilità economica.
Si presentò "sotto gli alberi" era solo tra una lunga fila di mamme: era lì perché sua moglie era malata. Da queste parti (ma non solo) sono le donne a preoccuparsi della salute dei bambini.

Ma la domanda che aleggia - mentre percorriamo questo viaggio immaginario di ritorno a Moamba - è anche quella più inquietante: quanto dovranno attendere almeno 80 milioni di bambini al di sotto di un anno che, secondo un recente comunicato congiunto di Gavi, dell'OMS, l'Organizzazione mondiale della sanità e dell'Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia, sono a rischio di malattie come la differite, il morbillo, la poliomelite e, in oltre va sottolineato che per esempio, il morbillo schizza in alto per colpa della pandemia, in Africa come in altre parti del mondo dove esistono Continenti e Paesi poveri.

"Molti più bambini sono oggi protetti da malattie prevedibili con un vaccino rispetto a qualsiasi altro momento della storia passata  - ha dichiarato Seth Berkley, Ceo di Gavi - A causa del Sars-CoV-2 questo immenso progresso è ora minacciato".

-Esempio conclusivo

Le campagne di vaccinazione contro il morbillo sono state sospese in 24 Paesi, quelle contro la polio in 38, anche per evitare assembramenti di massa.
Anche questo è un tema urgente e che l'auspicabile "ritorno alla normalità"  dovrà prendere in considerazione. Perché il riemergere di tanti altri virus (e batteri) è una minaccia che potrebbe essere ben più grave  di quella da Sars-CoV 2 , ossia, il nome scientifico dato dagli esperti al Coronavirus.


- Le conseguenze nel Mondo e in Africa

La differite è riapparsa in Pakistan, Bangladesh e Nepal. Epidemie di colera sono segnalate in Sud Sudan, Camerun e Mozambico e ancora in Bangladesh. In almeno 30 Paesi nel mondo è comparso un ceppo di poliovirus mutato. Il morbillo sta riesplodendo un po' dappertutto. E' quanto ha appena annunciato l'OMS. Complice la pandemia da Sars-CoV 2, i programmi di vaccinazione sono stati sospesi in molti Paesi per evitare assembramenti, il blocco dei voli ha impedito il rifornimento di vaccini e gli operatori sanitari sono tutti impegnati nella lotta alla pandemia, sopratutto nelle aree dove le strutture sanitarie sono carenti.
Se non ripartiranno in fretta i programmi di immunizzazione, faranno più danni le infezioni non-Covid, rispetto al Coronavirus, almeno fra i bambini.
(Fonte.:jeuneafrique;afp;theguardian;bbcafrica)
Bob Fabiani
-www.jeuneafrique.com
-www.afp.fr/afrique/mozambique
-www.theguardian.com/africa
-www.bbc.co.uk/africa   


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