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sabato 4 luglio 2020

News For Africa n°19 (il Continente informa)









Le notizie "più importanti" dal grande Continente Nero. In questo numero:



  • Coronavirus Africa, superati i 400 mila casi
  • Malawi, come difendere la democrazia
  • Africa, prime forme di welfare al tempo del Covid-19
  • Kenya, una stagione da salvare
  • Tunisia, le rivolte della fame
  • RDC, il Belgio, dopo 150 anni mostra "rammarico postcoloniale"
  • Sahel, Macron e alleati ottimisti. E in Mali è strage di Dogon










-Coronavirus Africa, superati i 400 mila casi






Il bollettino dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) aggiornato al 4 luglio 2020 conferma l'avanzata della pandemia nel continente.
I casi di contagi sono 444,983 mentre, i decessi hanno superato la soglia dei diecimila morti: 10,847.
La situazione paese per paese:

Sudafrica 177.124/2.952 Egitto 72.711/3.201 Nigeria 27.564/628 Ghana 18.892/117 Algeria 15.070/937 Marocco 13.288/230 Camerun 12.592/313 Costa d'Avorio 9.992/68 Sudan 9.663/604 
RDC 7.311/178 Kenya 7.188/154 Senegal 7.164/125 Etiopia 6.217/114 Guinea 5.521/33 Gabon 5.513/42 Gibuti 4.736/55 Mauritania 4.705/129 Rep.Centrafricana 3.918/48 Somalia 2.944/90 
Madagascar 2.512/26 Malawi 2.285/117 Sud Sudan 2.036/36 Guinea Bissau 1.765/25 Zambia 1.632/30 Congo 1.557/44 Sierra Leone 1.524/62 Malawi 1.498/16 Capo Verde 1.382/15 Benin 1.199/21 Tunisia 1.181/50 Niger 1.082/68 Ruanda 1.081/3 Guinea Equatoriale 1.043/12 Burkina Faso 980/53 Mozambico 939/6 Libia 918/27 Uganda 911/0 Eswatini 909/13 Ciad 871/74 Liberia 833/37 
Sao Tomé&Principe 719/11 Togo 671/14 Zimbabwe 625/7 Tanzania 509/21 Angola 328/18 Namibia 350/0 Mauritius 341/10 Comore 309/7 Botswana 275/1 Eritrea 215/0 Burundi 191/1 Seychelles 81/0 
Lesotho 63/0 Gambia 55/2
(fonte.:who.int/afro)


-Malawi, come difendere la democrazia








"Nel maggio del 2019 il presidente del Malawi Peter Mutharika ha cercato di truccare le elezioni. Il suo tentativo è stato così sfacciato che alcune schede erano state corrette con il bianchetto. Ma la sua 'vittoria' è durata poco. I malawiani sono scesi in piazza a Lilongwe e le loro proteste sono state così forti e ferme che Mutharika non ha osato farsi vedere in città. Così ha mandato la polizia per disperdere i manifestanti, ma a quel punto è intervenuto l'esercito a proteggerli", ricorda il settimanale The Continent.

"I partiti dell'opposizione hanno contestato i risultati elettorali in tribunale. I giudici hanno resistito alle minacce e alla corruzione, e hanno emanato il verdetto: le elezioni sono state annullate perché caratterizzate da 'gravi irregolarità'".

Il 23 giugno i cittadini sono tornati alle urne e hanno eletto con il 59 per cento dei voti il candidato dell'opposizione Lazarus Chakwera, sostenuto da una coalizione molto ampia.

"Hanno scortato le urne durante il trasporto per impedire che venissero manipolate. In mancanza degli osservatori elettorali stranieri  - che non hanno potuto raggiungere il paese a causa della pandemia -  gruppi della società civile, attivisti e giornalisti si sono impegnati a monitorare il voto, pretendendo sempre la massima trasparenza. Ma ora comincia la parte più difficile: la nuova amministrazione deve far dimenticare anni di corruzione e incompetenza, e portare il Malawi fuori dall'emergenza sanitaria e dalla crisi finanziaria".
(fonte.: mg.co.za/thecontinent)




-Africa, prime forme di welfare al tempo del Covid-19








La pandemia di Covid-19 e le conseguente crisi economica hanno messo in luce in molti paesi africani la mancanza di un solido sistema assistenziale, in grado di offrire sostegno economico alle persone che, per esempio, hanno perso la loro fonte di sostentamento durante il lockdown.
Secondo Quartz Africa 175 milioni di africani riceveranno aiuti dai loro governi. In gran parte sono trasferimenti di denaro (approvati in 33 paesi) e distribuzioni di generi alimentari.
Il piano più ambizioso è quello del Botswana, dove si stima che il 50 per cento degli abitanti riceverà qualche forma di sostegno sociale.
Percentuale della popolazione che ha ricevuto sussidi sociali:
Botswana 51,1 Zimbabwe 50,0 Eritrea 49,0 Mali 45,0 Mauritania 41,0 Tunisia 41,0 Gambia 40,8 Namibia 40,3 Sudafrica 37,0 Egitto 32,4
(fonte.: qz.com/africa)





-Kenya, una stagione da salvare









Il Kenya si prepara a riprendere le attività economiche il 6 luglio, data in cui si prevede che potranno riprendere gradualmente gli spostamenti, prima tra le regioni del paese, e in un secondo tempo con l'estero, scrive il quotidiano The Standard. Uno degli obiettivi è salvare, almeno in parte, una stagione turistica interrotta dalla pandemia, scrive Le Monde Afrique.
Nel paese attualmente si registrano più di 7 mila casi, con 154 decessi. Ma è dalla metà di marzo che i voli internazionali sono fermi e i grandi parchi naturali chiusi al pubblico. Su una popolazione attiva di 24 milioni di keniani, il turismo ne impegna 1,2 milioni, e dal settore dipendono altri 3 milioni di lavoratori, che forniscono per esempio prodotti alimentari ai grandi alberghi.
In Kenya il turismo contribuisce al 10 per cento circa del pil, e serve a pagare importanti servizi, come quello dei guardaparco.
(fonte.: standardmedia.co.ke; lemondeafrique)




-Tunisia, le rivolte della fame









"Dall'inizio di maggio, quando sono state allentate le misure contro il nuovo coronavirus, in Tunisia ci sono state 516 manifestazioni", scrive il sito Raseef22, citando un rapporto del Forum tunisino per i diritti economici e sociali. Queste proteste sono organizzate da movimenti dell'interno e del sud del paese, che chiedono scuole migliori e un sistema sanitario, un mercato del lavoro e servizi pubblici più efficienti.
Secondo Ramadan bin Omar, portavoce del Forum, non è ancora una "rivoluzione della fame", perché l'obiettivo dei manifestanti è ricordare ai leader i diritti sanciti dalla costituzione del 2014.
La politica è a un bivio, commenta Bin Omar: "O affronta le cause dello scontento o si ritroverà a dover gestire uno scontro radicale come quella della rivoluzione del 2011".
(fonte.: raseef22)




-RDC, il Belgio, dopo 150 anni mostra "rammarico postcoloniale"








In una lettera inviata al presidente della Repubblica Democratica del Congo Félix Tshisekedi in occasione del 60° anniversario dell'Indipendenza, il re del Belgio Filippo ha espresso "il più profondo rammarico" per gli "atti di crudeltà e violenza" commessi quando il paese era un possedimento personale del suo antenato Leopoldo II, tra il 1885 e il 1908.
Si stima che le atrocità perpetrate in quegli anni abbiano provocato più di 10 milioni di morti.
Il Belgio ha aspettato 150 anni prima di esprimere il suo "più profondo rammarico" ...
Leopoldo II è stato uno dei bersagli delle recenti proteste contro il razzismo e alcuni suoi monumenti sono stati presi di mira dai manifestanti.
Filippo ha detto che anche il periodo successivo, quando il Congo diventò una colonia belga, provocò "sofferenze e umiliazioni".
Anche se non si è formalmente scusato, scrive Le Soir, il suo è stato un gesto storico.
(fonte.: lesoir.be)



-Sahel, Macron e alleati ottimisti. E in Mali è strage di Dogon









Il presidente francese Emmanuel Macron ha assicurato martedì scorso a Nouakchott, in Mauritania, che la Francia e i suoi alleati della forza G5 Sahel (Mauritania, Mali, Niger, Burkina Faso e Ciad) hanno "invertito con successo l'equilibrio di potere contro i gruppi jihadisti negli ultimi sei mesi in un'area cruciale tra Mali, Burkina e Niger".
Un incontro considerato dall'Eliseo "fondamentale" per fare il punto sulla lotta anti-jihadista in questa regione, dove sono presenti oltre 5 mila soldati francesi della missione Barkhane, in un contesto di generale deterioramento della sicurezza: il conflitto, inizialmente circoscritto al Mali, si è diffuso in tutto il Sahel.

"Abbiamo richiesto a livello europeo una cancellazione del debito per questi paesi che sono in prima linea contro il jihadismo - ha commentato Macron in conferenza stampa -  ci sarà un più consistente coinvolgimento europeo attraverso la forza Takouba, ma l'importante è che ritorni anche una buona governance in tutte le aree dei paesi coinvolti".

Dopo il summit c'è stata una video-conferenza con "diversi capi di stato e di governo europei della forza Takouba" tra cui il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier italiano Giuseppe Conte. Proprio in questi giorni il parlamento italiano sta discutendo i termini legati alla partecipazione di militari italiani  - prevista il mese prossimo - nell'area (Mali, Niger e Burkina Faso) con l'obiettivo di contrastare la minaccia terroristica nel Sahel. Saranno coinvolti 200 militari che forniranno attività di "consulenza, assistenza e addestramento a supporto delle forze armate locale".



Nonostante l'ottimismo mostrato al vertice e l'uccisione da parte dei francesi del leader di Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), Abdelmalek Droukdal, la situazione sul campo resta "difficile sul piano della sicurezza, con una recrudescenza degli scontri locali tra le diverse etnie affiliate ai due network jihadisti, Al Qaeda e Stato Islamico/Daesh".

Proprio ieri - "come risposta al vertice in Mauritania e al prolungamento della missione Minusma", secondo i quotidiani maliani - un gruppo di uomini amati dello Jnim, ramo jihadista affiliato ad Al Qaeda, ha attaccato alcuni villaggi abitati da membri dell'etnia Dogon uccidendo almeno 32 civili nella regione di Mopti. 
L'unico elemento di recente discontinuità in questo periodo riguarda il conflitto interno tra i gruppi affiliati allo Stato Islamico del Gran Sahara (Eigs) e quelli vicini ad Al Qaeda (Jnim) che hanno cominciato a combattersi ponendo fine all'eccezione saheliana della non aggressione, e che colpiscono, nella lotta per la supremazia, i civili delle diverse etnie coinvolte nella regione.
Un ulteriore aspetto di deterioramento sono gli abusi nei confronti della popolazione e dei profughi da parte dei militari africani. Nel suo report di giugno, Amnesty International ha dichiarato che "più di 200 civili sono stati vittime di omicidi illegali, arrestati arbitrari e sparizioni tra febbraio e aprile".
(fonte.:jeuneafrique;ilmanifesto;ammnestyinternational)
Bob Fabiani
Link
-https://africalandilmionuovoblog.blogspot.com/news-for-africa 

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